(in edicola il 15 febbraio 2008)
Il mattino di Rai Due, fino alle 10, è dedicato da molti anni - come quello di Italia 1, ad esempio - ai cartoni animati. Ora, ci siamo sempre chiesti come mai fino alle 10, visto che i bambini in età da cartone non violento o, in generale, i bambini di buon livello come sono quelli che guardano i cartoni di buon livello, alle 8 sono a scuola. La soluzione, che ci è venuta in mente ieri, mentre guardavamo Kim Possible (uno dei migliori senza dubbio), prevede che in realtà si tratti di una sorta di sistema assicurativo, un po’ perverso ma efficace. La noia o lo sgomento per molti grandi che non riescono o comprendere il fascino di quei cartoni, o a tornare bambini - o a uscire in tempo per lavorare, o proprio non riescono a lavorare - nel vedere quei cartoni, è il premio assicurativo che il resto dei clienti paga perché i veri bambini che marinano la scuola in casa, o sono realmente malati, possano tranquillamente vedere molti cartoni a un orario curricolare. Deve essere per questo motivo che i bambini che marinano la scuola in casa, poi, sono così tranquilli, durante il soggiorno sul divano, e non necessariamente per i primi sensi di colpa di una vita da gesuitici mentitori.
Oltre a Kim Possibile, l’altro grande capisaldo fra queste produzioni dedicate ai piccoli, è Scuola di Vampiri. Kim Possible (produzione Disney, vincitore di Emmy) racconta le avventure di una giovane paladina delle giustizia che, con la stessa grazia, combatte tanto i professori in classe quanto il crimine più o meno organizzato a livello internazionale, e non è detto che il primo dei due tipi di missione le riesca più facile dell’altro. Il tutto con una carica di parodismo nei confronti del classico genere cinematografico spionistico che spesso supera in sottigliezza casi analoghi tratti dal mondo degli adulti, o dei bambini non anagrafici che si prendono troppo sul serio. Scuola di Vampiri, d’altro canto, è una produzione italiana, dalla bella sigla di testa (“il sole porta solo guai”) e dai dialoghi che certamente omaggiano, con l’umiltà di chi sta imparando bene, la scuola di magia di Hogwarts inventata dalla Rowling per Harry Potter. Rievocata non solo nell’ambientazione, dunque, anche se sottoponendola a un gioco dei contrari, per cui qui sono gli apparentemente cattivi che si formano.
Quello che un po’ ci delude, fra questa programmazione, è il cartoon digitale “I miei amici Tigro e Pooh”, sebbene siamo grandi estimatori di Winnie The Pooh e dei suoi nascosti lati semiologicamente intriganti (il primo pupazzo di pezza già oggetto di meta-merchandising anche nella fiction in cui compare per la prima volta: prodotto-giocattolo già in partenza, insomma). Non solo è rivolto a un target decisamente più giovane dei pur giovanissimi cui è rivolto l’originale Pooh, ma anche a dei giovanissimi poco attenti, auguriamo agli autori (e ai bravi doppiatori italiani), per la varie incongruenze e le numerose mancate occasioni di comicità che costellano il corso delle puntate. E’ un Winnie decisamente sotto tono, insomma. I bambini sanno essere davvero i critici più spietati.
lunedì 18 febbraio 2008
Rai Due, il cartoon assicurato
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Trenulone
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giovedì 18 ottobre 2007
South Park su MTV Italia. Stop alle censure Mediaset
(in edicola il 18 ottobre 2007)
Fra i numerosi meriti di MTV Italia – oltre a quello di insonorizzare verso il resto della casa decine di migliaia di camerette di innocentissime adolescenti, nelle sere in cui ricevono – questo autunno, c’è pure quello di aver sottratto una delle migliori serie televisive all’adattamento e alla distribuzione che ne proponeva Italia Uno. A partire dalla sua quinta stagione, dunque, South Park, il cartone animato per adulti più visto dai bambini, viene trasmesso dalla famosa rete musicale, dal martedì al venerdì, alle 23.30. I fan provenienti dalle classi di ciascuno degli anni ’90, che detengono la maggioranza, hanno semplicemente gioito a questa notizia, per poi riprendere subito dopo a sparare sulla folla di Miami o New York in qualche videogioco della Playstation. Quelli un po’ più anziani, invece, hanno percepito la novità anche come una vera e propria liberazione, tanto dal doppiaggio pesantemente censurato di Mediaset, quanto dalla prossimità con alcune edizioni della notte di Studio Aperto di cui l’orario tardo - e la natura relativamente sboccata dei suoi contenuti - avevano finito per dotarla.
Del resto, a poco poteva valere trasmettere un cartone coraggioso abbastanza da mostrare dei panda molestatori sessuali, se poi il suo lancio veniva regolarmente effettuato da Claudio Brachino in persona, remixato e riproposto, fresco come alle 18, e sempre attuale, al punto da chiudere il telegiornale alternando, di volta in volta, un servizio sul calendario di Melita Toniolo e un editoriale di Paolo Del Debbio, e, nei momenti di particolare bisogno, anche tutti e due. Molte le invenzioni felici o felicissime della quinta stagione, appena conclusa nella versione italiana. Fra cui va citata almeno quella del mezzo di trasporto alternativo denominato “The Entity” (L’Entità), talmente ecologico e sostenibile per le tasche degli automobilisti dotati del senso civico necessario da comprarne uno, che in pratica si muove per la forza generata da un pistone che letteralmente ne sodomizza il conducente. Geniale immagine che sfotte in un colpo solo petrolieri, politici e ambientalisti, ecumenicamente e democraticamente, come solo South Park sa fare.
L’ultima puntata andata in onda in prima visione, martedì, invece, è già la terza della sesta stagione. Morto definitivamente Kenny, uno dei ragazzini protagonisti degli intrecci – quello che cristologicamente veniva ucciso al termine di ogni episodio, e puntualmente resuscitava per l’inizio del successivo – i genitori dei ragazzi decidono di farli distrarre dal dolore, come se ne provassero, con una vacanza ad Aspen, la dolomite del Colorado. Ed è proprio una Cortina vanziniana, solo, se possibile, più classista, quella dello scenario che si prospetta loro. Ci sarà ancora meno pietà verso i Claudio Amendola meno abbienti che subito emergono nel gruppo, schiacciati dal peso di tutte quelle lezioni di sci mai prese (da un istruttore che non si fa chiamare, si chiama: Tampax). Un po’ a disagio perché meravigliati della cocaina che viene consumata tranquillamente nelle vie dello shopping, su tavolini da gioco delle tre carte, ma per niente stupiti da una realtà in cui gli ultimi saranno gli ultimi, e basta. Così, mentre uno dei bambini, Stan, avrà il coraggio di sfidare a sci il campione locale, trionfare, sovvertire l’ordine delle cose e vincere la stima della ragazza più brutta della compagnia, gli adulti saranno impegnati a dribblare invano venditori di multiproprietà-loculi, che finiranno poi per piacere loro, forse perché del tutto simili, nel campo lungo, a tanti enormi televisori, sintonizzati sempre sullo stesso spettacolo, che non vorrebbero mai vedere se non fossero stati persuasi di averlo pagato abbastanza poco.
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Trenulone
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